7 obiettivi per una città di qualità

ACERRA  “GIARDINO”  DELLA PROVINCIA DI NAPOLI

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Acerra oggi è di fronte ad un bivio: da un lato la possibile deriva  verso forme irreversibili di impoverimento sociale ed economico, di distruzione culturale e di depauperamento ambientale; dall’altro, la possibilità di un riscatto territoriale e di una ripresa della coscienza civile e storica, attraverso una precisa visione progettuale di città che tenga conto delle sue peculiarità, delle sue risorse e del contesto territoriale nel quale è inserita.

La Città di Acerra, con il suo vasto territorio ancora libero dal cemento (cosa rara nella nostra area metropolitana), ha delle risorse endogene che, se valorizzate con politiche innovative, possono contribuire a corroborare il proprio sviluppo.

Una corretta e ragionata politica che parta da tale premessa è quindi la chiave di volta per l’elaborazione di  un chiaro indirizzo di sviluppo.
  
La  Città inoltre è a credito dei fondi pattuiti per compensare il peso che è stato addossato al suo territorio.

Acerra è anche oggi considerata l’emblema dell'emergenza ambientale in Campania: il progetto è quello di ribaltare l'immagine non certo positiva, avviando una trasformazione socio-economica basata proprio sulla qualità ambientale mediante le politiche innovative di cui si dirà in seguito e con l’ausilio di tutte le forze sane che vorranno concorrere alla sua realizzazione.

C'è, dunque, l'urgente necessità di cogliere da una città in crisi di identità, un orizzonte di prospettiva e una visione del futuro che sia ben interpretata e perseguita ed evitare il perpetuarsi dei comportamenti, delle attività e più ancora delle inattività che hanno caratterizzato per troppo tempo la politica cittadina.

Un impegno serio per la città dovrà essere manifestato con un agire politico improntato all'amore, al senso di appartenenza e ad una forte motivazione etica, elementi identificativi ed immediatamente riconoscibili dei candidati alle prossime elezioni amministrative.

Per questo è necessario un patto etico-programmatico fra persone animate da elevato senso di responsabilità e lealtà che si impegnino alla sua sottoscrizione sostanziale. Un patto formale di responsabilità per la sostenibilità, “Un Patto per la Qualità”,  che  garantisca attraverso la sua sottoscrizione anche l'ordine morale e politico dei candidati nelle liste,  per evitare il “cinismo territoriale” di alcuni e il trasformismo opportunista di altri, elementi che hanno contribuito alla destabilizzazione del quadro politico locale, causa del sostanziale fallimento  delle esperienze amministrative finora vissute.

Ecco che per riportare la città a livelli di qualità della vita  più adeguati alla sua storia, tutto dipende dalle scelte che saranno adottate dalle forze politiche e civiche nella prossima tornata elettorale.

Le prossime elezioni amministrative ci portano quindi a dover scegliere se restare in questa “morta gora” o avviare un profondo e vero rinnovamento.

Quella che segue è una proposta progettuale di sviluppo possibile della città che parte da una premessa fondamentale, ossia quella di cominciare a guardare al territorio con “Nuovi Occhi” che siano allo stesso tempo protettivi verso il mantenimento della sua identità e manageriali in riferimento al suo sviluppo ed alla sua valorizzazione.

La capacità, a nostro avviso, dovrà essere quella di divenire attori e non spettatori dello sviluppo della città, di essere manager creativi del territorio, avendo al fondo un'idea di città che, nel contesto metropolitano, o meglio regionale, puntando sulle proprie risorse, possa ritagliarsi una propria specifica via di sviluppo, dotandosi di una funzione capace di qualificarla, posizionarla e riconnotarla nel panorama regionale.

Ora, al di là dei macroobiettivi descritti nel presente documento di più immediata attuazione, legati alle risorse finanziarie concretamente e rapidamente disponibili nelle casse comunali per avviare segnali misurabili di decoro urbano non più derogabili, la visione complessiva di sviluppo descritta è orientata a dotare la Città di un progetto di medio e lungo termine, che aprendosi al contesto metropolitano fornisce ad essa beni e servizi che declinano in concreto i pilastri su cui si basa la qualità della vita ed il benessere dei cittadini: condizioni di sicurezza ambientale, alimentare, sanitaria, sostenibilità.

In definitiva, un Green New Deal per la Città di Acerra, una strategia di sviluppo urbanistico-territoriale e socio-economica-produttiva a impronta “verde” che contempli anche un intervento strutturale di grande impatto, un'idea-forza innovativa e fortemente identitaria, che accendendo la luce sulla Città di Acerra, potrà mettere in moto un circolo virtuoso, fungendo da vero e proprio volano di sviluppo, che alimenti e faccia interagire in un unico grande sistema la dimensione culturale (patrimonio storico-archeologico e folklorico), ambientale (paesaggio, patrimonio agricolo), urbanistica (assetto urbano e servizi), produttiva (artigianale, commerciale, industriale), innovativa (ludico-turistica).
 
La novità che si vorrebbe fosse condivisa consiste nell’accordo per la realizzazione dei sette  macroobiettivi come di seguito rappresentati

1) PUC
Le modifiche al Piano Urbano Comunale, potranno creare nuove alternative di sviluppo: un disegno migliore di Città a strategia “verde” sulla Metafora del Giardino della Provincia di Napoli, capace di interconnettere gli spazi liberi urbani e periurbani con fulcro  sul Parco a Tema di Pulcinella in area Marchesa (Nuova Porta verde per la città, per una vera svolta economica ed occupazionale dell'area) ed il Parco Urbano di Interesse Regionale “Antica Città di Seussula”
2) Opere Pubbliche
Priorità ad opere pubbliche per edilizia scolastica, viabilità, rete fognaria in zone sensibili, creazione di spazi aggregativi e aree a verde intraurbane.
3) Tutela dell'Ambiente e della Salute Pubblica
4) Agricoltura
Potenziamento dell'irrinunciabile patrimonio agricolo, attraverso nuove forme di  innovazione produttiva, Marchio D'area e cooperazione intra ed interritoriale.
5) Cultura
Potenziamento delle politiche culturali e sociali per rafforzare la coesione territoriale, creare sicurezza e ridare un nuovo senso alla comunità.
6) Aree industriali
Riconquista della Governance del territorio in area ASI per uno sviluppo economico e occupazionale all'insegna della qualità ambientale (green economy).
7) Amministrazione comunale
Riqualificazione, ammodernamento, restyling della macchina amministrativa mediante una riorganizzazione gestionale e misure per equità fiscale.

Questi sette macroobiettivi da perseguire per definire un progetto ed un'immagine rinnovata di Città di qualità vengono di seguito meglio articolati

1)    IL PUC: NUOVA FORMA URBIS E VOLANO DI SVILUPPO
Il primo  elemento deve essere volto a dare un disegno più sostenibile alla Città del futuro attraverso opportune modifiche al PUC,  le cui linee guida di indirizzo, ispirate a principi inderogabili di riuso, riqualificazione e non consumo del suolo, non sono state nei fatti declinate. Basti pensare all'insostenibile strada anulare d'arrocco, da sostituire, semmai, con un corridoio verde e ciclabile, per mantenere il confine fra città e campagna, alla previsione di ulteriori vani (4912 di 100 mq ciascuno) e all'insediamento di alloggi persino nell'area ex PIP della Marchesa (629 alloggi più una massiccia dose di contenitori edilizi per non ben identificate attività manifatturiere e commerciali).
L'Area Marchesa, invece, deve rappresentare la porta ideale per marcare l'identità ecologica della Città di Acerra nel contesto regionale con una connotazione territoriale specifica e ben riconoscibile, attraverso un investimento di grande impatto, innovativo e creativo, capace di creare a cascata azioni capaci di ridefinire il nuovo volto della Città, riconvertire l’economia, dare slancio a risorse tuttora poco valorizzate, creare nuove forme di occupazione.
In questa ottica non si può non puntare che su Pulcinella, un brand eccezionale su cui rielaborare il binomio Ambiente-Innovazione attraverso un volano di sviluppo alternativo, un Parco naturalistico a Tema ispirato a Pulcinella (Pulcinellandia – Pulcinella World). Un intervento che già solo per la sua sistemazione a verde, rappresenterebbe il più grande polmone dell'area metropolitana, al di là dell'investimento auspicabile  per attività turistico-ludico-ricreative  finalizzate a  dare una svolta economica al territorio.
Infatti, il  parco potrebbe rappresentare, anche per la sua ideale collocazione (vicinanza alla prossima stazione Porta di Alta Velocità, al Parco Commerciale “Le Porte di Napoli” e baricentrica rispetto agli assi viari principali e lungo il corridoio ecologico dei Regi Lagni), un motore di sviluppo e di traino per una eco-riconversione economica della città e dell'intero comprensorio. Basta pensare a quanti immobili cittadini e rurali potrebbero essere ristrutturati per ricezione turistica, bed&breakfast e agriturismi, oltre alla nascita di negozi turistici, per il commercio e l'artigianato locale. Un volano per la valorizzazione e la promozione del patrimonio storico-archeologico-culturale e folkloristico con immediata svolta occupazionale per gli effetti diretti ed indiretti sull'intera area metropolitana.  In definitiva, come si diceva, un intervento strutturale di crescita che alimenta e fa interagire, come un unico grande sistema, la dimensione culturale (patrimonio storico-archeologico-culturale e di folklore), quella ambientale (paesaggio, patrimonio agricolo),  quella urbanistica (assetto urbano e servizi), quella produttiva (artigianale,commerciale,industriale) e quella dell’innovazione turistico-ambientale. Ad ogni modo, un'area strategica come quella Marchesa non può essere sacrificata per una programmazione non confacente con la sua grande potenzialità, ma sulla base di un'idea forte locale essere messa sul mercato per  un grande investimento privato o pubblico-privato.
L'ipotesi anche di una Zona Franca Urbana, pure potrebbe favorire nell'ambito della riconversione economica, vantaggi fiscali e una spinta imprenditoriale importante capace di dare maggior forza e capacità di tenuta al tessuto economico dell'area.
La redazione di un Piano del Verde urbano e periurbano e di interconnessione degli spazi liberi, anche in relazione al corridoio ecologico dei Regi lagni e al progetto strategico regionale di riqualificazione di essi in corso di finanziamento (160 mil. di euro), dovrebbe prevedere:
a)  Piantumazione diffusa di alberi con funzione estetica e di riqualificazione urbano-paesaggistica oltre che di assorbimento degli inquinanti ambientali.
b) Sviluppo delle vie “Verdi” e dotazione di un Piano Energetico Comunale secondo gli obiettivi Europei 20-20-20 volto allo sviluppo delle fonti rinnovabili non solo sugli edifici pubblici ed al miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici (55% di detrazioni fiscale) anche approfittando dello sviluppo della bioedilizia. A tale riguardo utile è lo sviluppo di programmi di formazione per bioedilizia rivolti alle imprese edili locali, con il sostegno alle imprese a emissioni zero che si rivolgono a pratiche edilizie ispirate alla bioarchitettura ed al risparmio energetico. Ad integrare questo sforzo di riqualificazione verde della Città si rende necessario rimodulare il traffico urbano cittadino, creare le condizioni di una mobilità sostenibile interna,  favorire opere mirate di riqualificazione urbana, pedonalizzando e rendendo fruibili le aree più significative del centro storico della città (ZTL) che, peraltro, in un'ottica di sistema del Verde a raggiera connesso alla periferia, potrebbero ospitare anche piste ciclabili. In riferimento a queste ultime, è in corso di definizione un progetto intercomunale concreto di pista ciclabile sulla linea ferroviaria dismessa da Torre Annunziata a Cancello, che passa  in località Pezzalunga di Acerra. Inoltre, nell'ambito di una riorganizzazione delle funzioni della città è pure prioritario il controllo e la riconversione delle periferie urbane realizzando centri polifunzionali innovativi di quartiere, l’accrescimento del benessere e della sicurezza sociale e l’incremento dei servizi sociali, sanitari e per il tempo libero.

2) OPERE PUBBLICHE
In base alla disponibilità di fondi già esistenti e di quelli immediatamente esigibili con attivazione di mutui (compatibilmente con il patto di stabilità),  di quelli provenienti da risorse FAS, da accordi di Programma, dai ristori ambientali (di recente erogati dal Governo, da integrare con quelli regionali per una reale e immediata disponibilità per il Comune), di altri possibili derivanti da alienazione di Patrimonio Immobiliare (Ice-Snei per es.), da possibili forme di finanziamento su singole opere (Tassa di Scopo), ma anche da nuove forme di collaborazione pubblico-privato nell'ambito di un patto per la riqualificazione, valorizzazione e sviluppo della Città, è necessario  dare un ordine di priorità ad opere pubbliche urgenti.

Interventi sull’edilizia scolastica per mettere in sicurezza e rendere pienamente fruibili gli edifici scolastici sul territorio comunale.
Realizzazione della rete fognaria in zone sensibili (zona Pozzillo, piazzale S.Anna, tratti del Corso Italia, zona Muro di Piombo) che periodicamente, in presenza di piogge, si allagano provocando danni e disagi enormi ai cittadini.
Valutazione della fattibilità di almeno due sottopassi (via Diaz e Via S.Francesco d'Assisi in alternativa quello in direzione cancello) alla linea ferroviaria che attualmente divide in due il tessuto urbano, ciò pure in prospettiva della realizzazione di un parco lineare al posto dell'attuale linea ferroviaria, per rendere il traffico più scorrevole.
Completamento della strada che collega via Pietrabianca alla zona Spiniello, attualmente occupata da scarichi abusivi di rifiuti.
Riqualificazione del quartiere Maddalena, preservandone i caratteri specifici e demolendo l’edificio ex Sip per realizzare al suo posto una piazza con eventuale sistemazione a verde.
Spostamento dello stadio comunale in zona Arcoleo e suo potenziamento per attività sportive multidisciplinari e relativa trasformazione dell'attuale campo di calcio in grande Parco Pubblico Intraurbano.
Riqualificazione con sistemazione a verde e piazza delle aree libere del quartiere Madonnelle.
Realizzazione di interventi di arredo urbano e di spazi attrezzati nel rione Gescal.

Queste opere pubbliche, a nostro avviso prioritarie e fattibili, crediamo possano rappresentare dei segni concreti ed immediatamente percepibili, insieme ad altre importanti che pure dovranno essere messe in essere in una città che comincia a cambiare volto e che volge con coerenza lo sguardo verso i macrointerventi di un progetto alto e di medio-lungo periodo.

3) TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE PUBBLICA

L'emergenza ambientale e sanitaria in cui la  città si dibatte è divenuta non più sostenibile. Occorre quindi dotarsi di  strumenti e/o organi di controllo per la salvaguardia dell’ambiente e della salute della popolazione.
L’Osservatorio Ambientale e Sanitario Comunale, programmato,  ma finora ancora  mai  concretamente avviato, rappresenta una priorità da perseguire con fermezza. Ciò per permettere alla città di essere informata e avere la possibilità attraverso una commissione tecnico-scientifica di nomina comunale, di poter controllare e monitorare con strumenti e mezzi propri sia l’Inceneritore che le altre attività impattanti sul territorio oltre che programmare interventi, anche con il sostegno di organi di controllo ambientale regionali e nazionali, volti ad avviare, laddove possibile, necessarie opere di bonifica che vanno dalla rimozione di terreni irrimediabilmente compromessi all’utilizzo di innovativi sistemi di fitodepurazione che possono chiudere un ciclo virtuoso per il riciclo degli scarti costitutivi di tali piante e rappresentare fonte di reddito per i proprietari di tali terreni per il periodo di tale tipo di coltivazione.
Dovranno essere attuati efficaci sistemi di prevenzione degli illeciti ambientali e degli incendi dolosi che puntualmente rendono irrespirabile l'aria e mettono a repentaglio la salute dei cittadini. Si dovrà quindi potenziare l'Ufficio Ecologico Comunale, le guardie ambientali e la protezione civile ed utilizzare, ove possibile, sistemi di videosorveglianza.
Occorrerà rivalutare attentamente, con gli organi sovralocali - ASI e Regione in primis -  le autorizzazioni ambientali concesse a realtà industriali in area ASI che comunque dovrebbero, in un territorio in crisi ambientale, essere sottoposte a severe valutazioni. Bisognerà esigere che le industrie rispondano agli indirizzi di sviluppo economico consoni al rispetto delle specificità territoriali, alle future esigenze programmatiche e di indirizzo locale, oltre che naturalmente a standard di sicurezza ambientale.
Con risorse economiche esigibili anche dalle stesse aziende impattanti sull'ambiente, in un'ottica di responsabilità sociale d'impresa, si dovrà determinare lo stato di contaminazione della popolazione locale e comprensoriale con biomonitoriaggi a cadenza annuale. Utile ad un più corretto controllo della salute della popolazione, potrebbe essere la costituzione di una rete di medici sentinella (medici di base in primis) per la segnalazione di patologie ad eziologia ambientale.
E’ necessario migliorare e potenziare, altresì, la raccolta differenziata dei rifiuti, attraendo, anche in consorzio con le città limitrofe, sistemi virtuosi d'impresa modello “VEDELAGO” e dare spazio a imprese di riciclo che facciano del rifiuto una risorsa per produrre materiali per vari usi e creare altresì nuova economia ed occupazione.
La presenza dell’Inceneritore, che rimane un elemento di disturbo,  che necessita di un controllo continuo e costante e degli altri fattori inquinanti, spinge ad adottare una strategia di controlli severi, costanti e non più rinunciabili insieme ad un possibile forte sviluppo di una filiera del riciclo dei rifiuti, che nel tempo potrebbe renderlo superfluo.

4) AGRICOLTURA: L’AGRO ACERRANO

Un obiettivo prioritario è il potenziamento delle specificità dell'agro, che oltre ad avere una funzione produttiva, è anche un presidio ambientale e paesaggistico irrinunciabile e caratterizzante del territorio.
Il rilancio dell’agricoltura del territorio deve essere sostenuto da politiche atte a valorizzare la qualità dell’offerta, e non può prescindere dalla necessità di concepire una nuova filosofia dell’uso dell’ambiente rurale, inteso non più solo come fattore produttivo ma anche come spazio “sociale” in cui l’operatore agricolo al ruolo di soggetto economico aggiunge quello di “sentinella” sociale ed ambientale.
E’ necessaria, perciò, una nuova visione dell’agricoltura, non più intesa come comparto a sé stante, ma strutturalmente e funzionalmente integrata con settori con i quali già interagisce: ambiente, turismo, tempo libero, cultura. Pertanto, le strategie di promozione delle produzioni agricole territoriali devono fondarsi sui principi della qualità e della sicurezza alimentare.
Per poter rendere competitive le produzioni agricole sul mercato locale, nazionale ed internazionale è necessario adottare politiche di sostegno allo sviluppo di:

produzioni con elevato livello di qualificazione tecnica (tecniche di produzione ottimizzate e sostenibili, tecnologie post-raccolta e confezionamento di eccellenza, standard qualitativi di eccellenza, ecc.);
produzioni con alto contenuto di sicurezza (produzione “integrata”, “biologica”, certificazione ambientale, ecc.);
produzioni, presenti nel territorio acerrano, tipiche qualificate (DOP, IGP, ecc) e tradizionali connotate da forte legame storico e culturale con il territorio e con requisiti organolettici di eccellenza in prospettiva di un Marchio d'Area ( al momento i presidi slow food di Acerra sono: pomodoro San Marzano, Papaccella, fagioli cannellini dente di morto).

La politica agricola locale per garantire il conseguimento degli obiettivi di qualità, sicurezza e di crescita economica, potrà operare sfruttando sia le opportunità offerte dal Piano strategico regionale (PSR 2007-2013) e quelli a seguire (Fondi europei), sia  le risorse finanziarie messe a disposizione dal governo nazionale (compensazione per danni ambientali e  per la presenza del termovalorizzatore). In generale, innovare nel solco della tradizione in questo cruciale settore, favorendo lo sviluppo di colture tipiche e avviare una lungimirante politica di marketing, significa contribuire al disegno di sviluppo complessivo del territorio, riabilitando l'immagine dell'intera città.
E’ necessario attivare forme di cooperazione guidata fra gli agricoltori e  sviluppare  forme di rete corta della vendita dei prodotti, un sorta di mercato interno e/o comprensoriale, con punti vendita locali (farmer marcket).  Infine, in ragione di una tutela della salute pubblica, l'individuazione di aree agricole inquinate o anche quelle a rischio, per esempio limitrofe ai presidi inquinanti, devono essere convertite per produzioni agricole no-food, investendo su produzioni che hanno buone capacità fitodepurative, come il pioppo, ma anche la canapa, quest'ultima, fra l'altro, in un passato non molto lontano, particolarmente diffusa nell'agro acerrano ed i cui utilizzi sono molteplici in diversi campi. Invero, alcuni tipi di colture  fitodepuranti, anche in relazione alla vendita dei loro scarti ad aziende apposite di riciclo per il periodo di produzione, rappresentano fonte di reddito per i proprietari, che così non abbandonano tali terreni, anzi, questi ultimi, dopo alcuni anni di  fitodepurazione “produttiva”, possono ritornare alla loro originaria produzione agricola.
Rivedere con la Regione alcuni aspetti del PSR  per rendere possibile a privati e imprenditori agricoli la riqualificazione del patrimonio rurale, attraverso incentivi e sgravi fiscali o altre forme di sostegno  per attività legate al turismo rurale.

5) CULTURA, IDENTITÀ, SOCIALITÀ

La cultura locale come coscienza della vita e della memoria di una comunità, è legata a filo doppio con la difesa e la valorizzazione del territorio, per cui, rivitalizzare le tradizioni popolari e le identità culturali significa rafforzare il senso di appartenenza della comunità. Ora, se la  Maschera più conosciuta al mondo, Pulcinella ed il museo (unico al mondo) ad essa dedicato, rappresenta il Brand su cui puntare per la nuova immagine della Città, bisogna oltre che potenziare tale luogo, avviare, non solo con l'aiuto delle istituzioni sovralocali, ma anche con l'aiuto di privati, iniziative di largo respiro per  promuovere questa formidabile risorsa (Premio Pulcinella D'oro, Biennale Internazionale della Maschera per fare qualche esempio). Sempre restando al solo Castello Baronale, che ospita pure il Museo della Civica Banda di Musica, altro vanto della città, è necessaria avviare un azione decisa nei confronti della Regione e della Soprintendenza per l'apertura del Museo Archeologico all'interno del Castello Baronale di Acerra. Tutto ciò senza trascurare nei limiti delle risorse disponibili ed attivabili per la cultura il sostegno ad associazioni culturali e teatrali riconosciute per impegno e professionalità,  rivitalizzando anche tradizioni popolari che rafforzano il senso di appartenenza della comunità (costituzione di ecomusei, operazioni di marketing territoriale, rilancio sagre e feste popolari). Puntare, inoltre, anche attraverso forme di partnership privata, alla riconquista di un'area di eccellenza, l'area naturalistica ed archeologica di Suessula, oggi “Parco Urbano di interesse regionale”. Tale area, in asse con quello che potrà diventare l'altro polmone verde e la nuova porta della città, in area Marchesa, ed in interconnessione con l'agro, le vie verdi urbane e periurbane e con il corridoio ecologico dei Regi Lagni definisce non solo la nuova Forma Urbis di Acerra, ma ne crea le premesse per una sua vera valorizzazione e quindi per uno sviluppo del turismo di qualità con benefici economici ed occupazionali diretti per la comunità.

6) AREE INDUSTRIALI

Riconquistare la governance del territorio nell'Area di Sviluppo Industriale (ASI) in relazione alle domande di insediamento di attività imprenditoriali che dovranno, attraverso una griglia di valutazione comunale, rispondere  agli indirizzi ed agli orientamenti programmatici locali di valorizzazione ambientale. In quest’area andranno insediate le attività produttive e artigianali locali non compatibili con il tessuto urbano. Quest’area dovrà essere qualificata e modernizzata mediante il completamento delle infrastrutture necessarie e la creazione di servizi cuscinetto a supporto sia del sistema produttivo che della città, da realizzarsi con un potenziamento ed una condivisione della sopracitata Governance dell'area  (centri servizi, spazi fieristici, centri di ricerca e formazione, strutture ricettive, strutture per il tempo libero, strutture che favoriscono la conciliazione dei tempi).  E' necessario, perciò, ribaltare il rapporto con il Consorzio ASI e la Regione, finora risultato di sudditanza e penalizzante per il nostro territorio sia in termini ambientali che occupazionali. Il Comune dovrà essere in grado di riprendere autorevolezza nei confronti del Consorzio e di stabilire un rapporto alla pari, non solo per  valutare, ma anche per farsi promotore di una nuova domanda di insediamento capace di  favorire le imprese “verdi” in grado di avviare una trasformazione socio-economica-territoriale basata sulla qualità ambientale. Quindi si privilegeranno tutte quelle che intendano investire nei settori dell’agricoltura di qualità, del turismo culturale, rurale, delle fonti energetiche rinnovabili, dell’artigianato locale, dei biomateriali, del riciclaggio ed in generale, in tutti quei settori di sviluppo dell' economia “verde” (green economy) capaci di avviare un’economia locale legata al territorio, autopropulsiva e di qualità, per nuove, innovative e durature forme di occupazione.

7) MACCHINA AMMINISTRATIVA

Se l’attenzione e gli sforzi di tutti dovrebbero convergere verso una prospettiva che sia in grado di cambiare il volto e ridare una nuova dimensione alla città, è necessario migliorare l'organizzazione dei servizi comunali e permettere una buona gestione dell’ordinario, assai  carente in città e segno di un'arretratezza civile  non più tollerabile.
Per cui c’è bisogno di riqualificazione, ammodernamento e restyling della macchina amministrativa mediante una riorganizzazione gestionale e l'attivazione di servizi online per potenziare l'efficienza, la qualità e la trasparenza dei servizi diminuendo i costi per la collettività (istituzione OIV per l'introduzione di sistemi di valutazione e controllo del ciclo di performance rendimento/risultati della P.A., nomina Difensore Civico, avvio del codice dell'amministrazione digitale, dematerializzazione dei documenti, informatizzazione dei procedimenti, introduzione protocollo informatico e PEC, in linea con gli obblighi stabiliti nel d. lgs n. 235 del 30/12/2010 e nel d. lgs. n. 150/2009). Nell'ambito della riorganizzazione della macchina comunale, prioritario è il rafforzamento dell'ufficio tributi per raggiungere  equità fiscale fra tutti i cittadini e di conseguenza avere le risorse necessarie per poter sostenere nel miglior modo possibile i servizi erogati dal comune.

Cadenzare già nei primi 100 giorni le priorità e stabilire un cronoprogramma di azioni, deve rappresentare un segno visibile ed incontrovertibile  di rinnovamento nel governo della città, per cui oltre che avviare misure decise volte a migliorare la gestione ordinaria della città degne di una città media, la sfida programmatica più importante dovrà riguardare il disegno della città futura, ossia le modifiche necessarie al Piano Urbano Comunale. Ciò per  renderlo più rispondente ai bisogni di una città che non deve consumare ulteriore suolo o aumentare la sua popolazione, come al momento previsto (da 56000 di oggi a 80000 di domani), ma prioritariamente guardare al potenziamento delle infrastrutture e servizi per migliorare la qualità urbana, riqualificare il proprio patrimonio di edilizia urbana e rurale, conservare il grande patrimonio agricolo, valorizzare le proprie risorse culturali, storico-archeologiche e in una prospettiva di vero e duraturo sviluppo economico ed occupazionale, puntare attraverso un intervento strutturale come quello auspicabile di Parco a Tema in un'area strategica come la Marchesa, capace di ricollocare e rendere riconoscibile in ambito regionale e nazionale Acerra, come area ludico-turistico-culturale che così attrae a cascata investimenti di qualità utili  alla città e a tutto il comprensorio a Nord di Napoli.
Pertanto, l'indirizzo educativo, in relazione allo sviluppo di pratiche di democrazia partecipata (Agenda 21 Locale, comitati di quartiere), quello riorganizzativo-gestionale della macchina comunale e quello strutturale, dovrebbero andare di pari passo per dare una nuova dimensione alla nostra città.

In conclusione, valutando la morfologia del nostro territorio ed il suo assetto, le sue aree potenziali di sviluppo e valorizzazione, è possibile immaginare una città con due assi che si incrociano verso il centro ridando qualità alla stessa:

dal Parco a tema della zona Marchesa, verso il Parco Archeologico di Suessula, passando per il Castello Baronale con il Museo di Pulcinella e il museo Archeologico;
dall’area A.S.I. in località Pantano a quella dell'Area  di Settembre, un’area che trovandosi a valle del comprensorio industriale di Pomigliano, risulta sottoposta ad un inquinamento costante della falda, con  colture  spesso a rischio e pertanto da immaginarsi come area, previ studi agroforestali ed idrogeologici approfonditi, da sottoporre semmai ad una vasta opera di riforestazione o a produzioni no-food fitodepuranti, senza trascurare Gaudello e Pezzalunga in un’ottica di distretto agro-biologico.

Questa piattaforma programmatica, vuole  rappresentare un orizzonte di prospettiva, una base possibile da cui partire con azioni programmatiche specifiche, mirate e di dettaglio, anche progettuale, alla cui definizione e condivisione si invitano tutte le persone di buon senso a dare il proprio contributo, con convinzione e passione civile.

 

Acerra, 10 Marzo 2011

" Se nel secolo scorso, la sfida era quella di regolare il mercato per garantire diritti sociali e fondare lo stato sociale, nel ventunesimo secolo la sfida più grande è quella di orientare l’economia (green economy) verso forme di sviluppo ambientalmente sostenibile, su scala globale e locale. "
" Una new deal ecologista, che porta con sé immense opportunità di innovazione tecnologica e di sviluppo di qualità che richiedono innovazione politica, iniziativa ampia, politiche di governo su scala globale, ma anche locale. "
" Su questa visione del futuro, sulla necessità orientare a livello locale politiche rispettose dell’ambiente nella sua accezione più ampia, c’è il mio impegno che è stato svolto e continua sia con l’attività culturale, progettuale dell’associazione Èidos e della Fondazione G. Caporale sia con quella politica. "
" Nel libro dell’associazione Èidos "Verso un Progetto Integrato di Sviluppo Sostenibile del Territorio di Acerra", un’occasione per coniugare crescita, competitività e sviluppo sostenibile nel giacimento delle risorse locali, c’è la descrizione del mio progetto volto all’applicazione su scala locale dei principi dello Sviluppo Sostenibile. "